Carla Vitantonio “Otto, ovvero per il diritto alla rabbia” & live Evì Evàn


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

h. 19 – aperitivo e vernissage della mostra fotografica “Otto, un anno fa” a cura di Fabiana Saliceto e Vittorio Giannitelli

h. 20:30 – Cena : Con L’Arte si Mangia .. la sottoscrizione della cena servirà in parte a finaziare i costi della serata.

h. 22:30 – Spettacolo di Carla Vitantonio e a seguire concerto degli Evì Evàn

[Otto, ovvero per il diritto alla rabbia]

Uno spettacolo di e con Carla Vitantonio
musiche Paolo Tizianel

“…nei passati otto anni ho fatto, in ordine sparso e ripetutamente, la cameriera al banco, la barista, la venditrice di multiproprietà, la valletta, la telefonista, la baby-sitter, l’insegnante privata, la segretaria, l’impiegata, la bibliotecaria, la commessa, la distributrice di giornali, la distributrice di volantini, la distributrice di gadgets, la cavia al dipartimento di psicologia, la redattrice, la promoter nei supermercati, il capro espiatorio in un’ufficio particolarmente problematico, l’interprete, l’esperta (o quasi) di consumo sostenibile, la donna sandwich…”

Otto è uno spettacolo che rivendica il diritto a chiamare le cose con il loro nome. Otto non usa la dicitura car@ per indicare entrambi i generi. Otto non crede alle pari opportunità, ma ci spera. Otto non parla di flessibilità ma di precarietà strutturale. Otto non è autobiografico, però nasce dall’osservazione del reale.

Otto è in bilico.

Che se un contratto regolare è un favore, se una casa (e non una stanza) in affitto è un privilegio, se una casa di proprietà è un lusso sfrenato, incazzarsi, almeno, sarà un diritto?

Storia di Otto

Dopo una lunghissima gestazione durata sei anni nasce Otto, un duetto di voce e musica quasi interamente composto da me, con brevi inserti tratti da scritti di Pazienza e Lanzetta.

Si tratta, probabilmente, di uno spettacolo sulla crescita, sul passaggio dall’adolescenza in cui tutto è possibile e perfettibile a un’età adulta in cui siamo quello che siamo, percepiamo la nostra incapacità di controllare e decidere tutto quello che accade e per questo spesso maturiamo un senso di rabbia e di impotenza che è poi il nodo dal quale si sviluppa Otto, questo sentimento di incomprensione, di impreparazione, di disappunto. Al tempo stesso Otto, che è stato partorito proprio nel cuore del modello produttivo del nordest, è anche una riflessione su questo modello, questo modello che secondo me proprio non funziona, che a furia di imporci di essere “disponibili al cambiamento” ci fa dimenticare quale faccia avevamo prima di cominciare a trasformarci, questo modello che sforna termini nuovi, che trasforma la sintassi senza trasformarne il contenuto: la cultura le culture la differenza le differenze le diversità l’integrazione l’inclusione e poi?

Tecnicamente lo spettacolo si sviluppa sulla falsariga di un modello molto semplice, quello del monologo (e non tanto quello del racconto, che secondo me è un’altra cosa). La musica, che inizialmente era pensata come un accessorio, quasi come un lusso, è diventata con il susseguirsi delle repliche una parte fondamentale dello spettacolo, e la figura del musicista ha preso una forma definita all’interno della drammaturgia. Le musiche sono originali.
Insomma, tecnicamente non si tratta di uno spettacolo innovativo, perchè io sono fermamente convinta che questo non sia il tempo delle innovazioni tecniche a teatro. Anzi, io temo che la troppa, elaborata, esasperata (e pure un po’ snob) ricerca dell’innovazione tecnica possa farci perdere di vista il contenuto.

Come in tutte le epoche di grande crisi economica e sociale bisogna forse ritornare all’essenziale, ecco, e io ci torno, I come back, eu volto.

That’s all folks.

Otto ha debuttato nel marzo 2007 ad Abano Terme in occasione delle celebrazioni per la Festa della Donna ed è stato inserito all’interno nel calendario dei festeggiamenti per il cinquantenario di Arci N.A. E’ poi stato ospitato da una serie di rassegne per la promozione della cultura femminile e della cultura lesbica. E’ stato inserito nella rassegna GAI “Salernoinvita”, nella rassegna “diritto e rovescio” organizzata dalla Commissione Pari Opportunità Mosaico per la Provincia di Bologna e in diverse manifestazioni per il sessantesimo anniversario della festa della donna.

http://www.lucilleidi.net/

[Evì Evàn]

L’orchestra di musica greca Evì Evàn propone il ritmo del rebetiko dal Novembre 2007. Il rebetiko è un idioma musicale che per i suoi forti contenuti ribelli fu perseguitato e censurato dal 1934 al 1945 fino al punto che gli stessi strumenti musicali dei “rebetis” vennero vietati. Canzoni di storie d’amore maledetto, disavventure della vita, passione per musica, vino e narghilè, trovano espressione in musiche dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche in un viaggio sonoro che si snoda fra Istanbul e Atene; da Smirne a Salonicco. Attraverso il rebetiko, che fonde sonorità occidentali e orientali e che per i suoi temi è stato paragonato al Fado e al Blues, l’orchestra porta il suo messaggio di fratellanza, multiculturalità ed uguaglianza.

The Greek music orchestra Evì Evàn has been playing the rebetiko rhythm since November 2007. Rebetiko, a musical idiom characterized by strong and rebellious content, was persecuted and censored from 1934 to 1945, to the extent that the very musical instruments of the “rebetis” were confiscated and destroyed. Songs about ill-fated love stories, life’s misadventures, love for music, wine and the narghilè, are expressed in performances which alternate between upbeat rhythms and melancholic melodies in a sound trip that goes from Istanbul to Athens to Smirne to Salonicco. Through rebetiko, which brings together eastern and western sounds, and for its themes has been compared to Fado and the Blues, the orchestra carries its message of brotherhood, multiculturalism, and equality.

http://www.myspace.com/evievan

INFO:

http://sanspapiers.noblogs.org/

http://www.radiosonar.net/

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